Perché l’arresto a Roma dellə attivistə ambientali di ultima generazione è antidemocratico e dovrebbe interessarci
Lunedì a Roma 5 ragazzə hanno imbrattato con vernice lavabile la facciata del senato per protestare contro il collasso climatico. Subito sono arrivate le forze dell’ordine che lə hanno prelevatə e portatə in questura.
In serata 2 di loro sono statə rilasciatə, lə altri 3 rischiano invece fino a 5 anni di carcere, accusatə di reato di danneggiamento.
In primis, è importante sottolineare che la vernice usata dallə attivistə era lavabile ed è già stata rimossa dalla facciata del palazzo. Il gesto, quindi, si presta ad essere interpretato come atto simbolico: la facciata del senato scelta come “quadro” della protesta perché è il confine che divide (senza vetro, senza forze dell’ordine – ancora per poco) lo Stato dallə cittadinə. Attirare l’attenzione dell’opinione pubblica colpendo il simbolo di uno Stato, complice di perpetuare accordi petroliferi con l’Egitto, dimenticando l’obiettivo della transizione energetica fissato per il 2030.
Secondariamente, non è da sottovalutare che la polizia e la procura di Roma abbiano scelto di contestare il reato di danneggiamento anziché quello di imbrattamento, che prevede nel peggiore dei casi un anno di reclusione. Non si può non pensare che l’accusa di danneggiamento non sia che un modo per stigmatizzare la protesta pacifica dellə attivistə, criminalizzando non solo la protesta e lə attivistə stessə, ma ogni forma di attivismo in generale. I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno assecondato la tendenza alla criminalizzazione delle manifestazioni pacifiche.
Infine, è doverosa una riflessione su quanto accaduto a Simone Ficicchia, portavoce di ultima generazione, su cui pende una richiesta di “sorveglianza speciale”, motivata dalle numerose partecipazioni dell’attivista ventenne a manifestazioni (sempre pacifiche) di disobbedienza civile.
Il regime di sorveglianza speciale è una misura prevista dal codice antimafia per il controllo di persone giudicatə socialmente pericolosə anche in assenza di condanne, e può comportare il divieto di presentarsi in determinati luoghi o partecipare a manifestazioni.Se lo stato sta utilizzando e strumentalizzando le leggi, che originariamente aveva concepito per combattere la mafia, contro un ventenne la cui unica colpa è lottare per la sopravvivenza di tutti noi, e in generale contro tutte le forme di attivismo politico e umanitario, significa che il suo unico scopo è solo il silenziamento di questa/e voce/i. Uno stato sordo, dunque, e il cui scopo è il silenziamento di ogni forma di dissenso e di adeguamento ad uno status quo che non possiamo più permetterci di sostenere.
Articolo di Mattia Di Bello
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